L’acqua, musica di Paterno

Paterno_ChiesaSanGiovanniBattistaL’acqua, da secoli, è la protagonista della vita di Paterno. San Giovanni Battista al quale è dedicata la chiesa, battezzava con l’acqua purificata dall’ “agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” (Giovanni 1, 29); acqua di rinascita quindi come indica una rana scolpita nel fondo dell’acquasantiera della Chiesa, a simboleggiare il male esorcizzato.
L’acqua compone musica costante nella piazza di Paterno, con il fontanile cinquecentesco costituito da un abbeveratoio dentro il quale è incisa la data del 1498 e una vasca lavatoio, posta in un vano delimitato da due archi, tra i quali è inserito un antico frammento architettonico che raffigura una spada, forse riferita allo strumento con il quale fu decapitato San Giovanni Battista.
acquasantieraAll’angolo della vasca lavatoio vi è un mascherone da cui sgorgava acqua verso una ciotola in marmo. L’impianto architettonico del fontanile può ricordare quello dell’abruzzese fontana Sarracco a Scanno. Paterno di Castel Sant’Angelo faceva parte del territorio abruzzese, compreso nella provincia dell’Aquila degli Abruzzi, della quale Cittaducale era capoluogo di circondario, poi ceduta, nel 1927, alla provincia di Rieti.
L’antica “abruzzesità” dei luoghi si può respirare attraverso elementi tipici quali gli abbeveratoi, le conche piene d’acqua che le donne portavano sul capo, la dolcezza del paesaggio. La Chiesa di Paterno e il fontanile caratterizzano la piazza avvolta dalla case tra le quali sovrano è il campanile.
Il paese appare come un piccolo presepe, soprattutto la notte, quando le luci lo sorvegliano. E’ proprio il tema della Natività ad essere stato acceso, nel corso degli ultimi anni, durante il mese di dicembre, con il presepe in cartapesta allestito in una grotta naturale, con personaggi a misura d’uomo, creato da Rosanna della Valle e il presepe vivente con i figuranti di Scanno, opera di Franco Grassi e Gianni Piacentini.

Silvia Santilli